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Aglio, l’odore che fa bene

spicchi d'aglio bianco

Di fronte all’aglio non si può rimanere indifferenti: o lo si ama, o lo si odia! Per quanti estimatori si trovano, se ne reclutano altrettanti fra gli odiatori del sentore intenso e inconfondibile del prezioso ortaggio. Senza l’aglio però, il pesto, la bagna cauda, i “pici all’aglione”, gli spaghetti aglio e olio non esisterebbero, e tutta la cucina italiana risulterebbe molto più povera di sapori e sentori…

Sappiate che il responsabile di tutti i difetti e i pregi è l’olio essenziale, costituito da zolfo e sostanze aromatiche in una quantità minima ma sufficiente per… farsi sentire! È il principio attivo che agisce beneficamente ed energicamente sull’organismo: esercita un’azione antibiotica e antisettica, disinfettando le vie respiratorie e gastrointestinali; è così prodigioso da essere attivo anche a 20 cm di distanza

 

Aglio dalle mille virtù

Quindi l’aglio è insuperabile nell’allontanare le malattie dell’inverno e nel favorirne la cura (contro raucedine, raffreddore, febbre, catarro, bronchiti); inoltre rafforza le difese dell’organismo, combatte i danni da inquinamento ambientale e allontana i segni dell’invecchiamento. 

Ma non è finita: è un amico dell’apparato cardiocircolatorio, perché svolge un’azione ipotensiva ma solo negli ipertesi, attiva la circolazione diminuendo il rischio di trombosi e di arteriosclerosi, depura il sangue; è benefico per lo stomaco perché stimola i succhi gastrici e la secrezione della bile, aiutando così la digestione; è ben tollerato dai diabetici. Sembra infine che il piccolo bulbo eserciti addirittura un’azione antitumorale a livello intestinale.

Sempre l’olio essenziale è anche il responsabile delle poche limitazioni di consumo: è vietato in caso di acidità di stomaco, gastrite, ulcera gastrica e duodenale, perché stimola la produzione di succhi gastrici; è sconsigliato alle puerpere, perché provoca coliche nei neonati; è proibito agli allergici per i ben noti fenomeni di intolleranza. 

 

Basta mangiarlo

Per beneficiare di tutti questi “magici” effetti, bisognerebbe mangiare ogni giorno almeno 2-3 spicchi, preferibilmente crudi, perché più ricchi di principi attivi e più digeribili. Anche cotto (purché non soffritto) conserva una certa dose di sostanze benefiche, anche se buona parte dell’olio essenziale (che è molto volatile) scompare. Infine, crudo, spellato e tagliuzzato, trasmette ai cibi con cui viene a contatto un pochino di essenza, donando benefici anche se non lo si mangia. Potete farlo comparire ogni giorno in tavola anche sotto forma di olio aromatizzato: lasciate per una settimana 100 g di spicchi pelati e tagliati a metà in 1 litro d’olio extravergine d’oliva, da utilizzare per condire a crudo.

 

Seminatelo adesso

L’aglio si semina ora soprattutto nel Centro-Sud, ma qualcuno pianta i bulbilli anche nel Nord Italia, in Val Padana, anziché aspettare gennaio-febbraio, il periodo più favorevole. Utilizzate gli spicchi più esterni e ben sviluppati, completi di tunica, piantandoli a una profondità di 5 cm circa, lasciando tra l’uno e l’altro una distanza di 10-15 cm tra le piante e di 25 cm tra le file. Gli spicchi devono essere interrati con l’apice rivolto verso l’alto, su terreni molto ben drenati, sciolti e soleggiati, orientati a sud e concimati con un prodotto minerale durante la lavorazione prima dell’impianto. Mantenete il terreno ben sarchiato; irrigate il meno possibile. In caso di fioritura precoce asportate lo scapo fiorale per non sottrarre sostanze nutritive allo sviluppo dei bulbi (fa eccezione l’aglio rosso di Sulmona, dove i fiori coesistono con i bulbi e si raccolgono anch’essi). 

 

Come si raccoglie l’aglio

I bulbi o “teste” vengono dissotterrati durante il periodo di riposo (in giugno-luglio al Nord e in aprile-maggio al Sud), quando le foglie hanno incominciato a ingiallire (non vale per l’aglio fresco, che va raccolto a foglia verde). Lasciateli una settimana sul campo a seccare e poi puliteli delle tuniche esterne, delle foglie e delle radici. Conservate le teste appese in trecce o mazzi, in cassette di legno o in vasi di terracotta, in luoghi bui, asciutti e arieggiati. 

 

Ricette erboristiche

Salvo diversa indicazione, gli spicchi si intendono crudi, spellati e divisi a metà, le tisane si filtrano e si bevono tiepide, dolcificate a piacere con miele. 

  • Contro il raffreddore: spremete 4 gocce di succo in mezzo bicchiere d’acqua fredda, fate dei gargarismi 4 volte al giorno.
  • Per la tosse con catarro: bollite 10 g in una tazza di latte per 5 minuti, 3 tazze al giorno lontano dai pasti.
  • Contro l’asma: bollite 25 g in un bicchiere di latte per 15 minuti, bevete caldo 2 volte al giorno. In alternativa, 3 gocce di essenza su una zolletta di zucchero una volta al giorno.
  • Contro l’ipertensione: infondete 20 g in una tazza d’acqua bollente per 15 minuti, 3 tazze al giorno.
  • Per alleviare i reumatismi: macerate 10 g tritati in 20 ml d’acqua fredda per 12 ore, aggiungete tanto zucchero quanto se ne scioglie, 1-2 cucchiai al giorno per almeno un mese.
  • Contro i vermi dei bambini: bollite 5 g schiacciati in una tazza di latte per 3 minuti, una tazza la mattina a digiuno per 3-4 giorni.
  • Per attenuare i danni da nicotina: uno spicchio ogni giorno.
  • Elisir di giovinezza: infondete 10 g schiacciati in una tazza di latte bollente per 10 minuti, bevete caldo la mattina a digiuno una volta a settimana.

 

 

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