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Combattere la Bolla del Pesco

foglie deformate a causa della bolla del pesco

Durante l’inverno, è importante ricordare di trattare preventivamente le malattie fungine degli alberi da frutto come pesco, albicocco, ciliegio e susino.  Una delle malattie comuni è la bolla del pesco, che non colpisce solo il pesco ma anche altre specie.  Questa malattia causa deformazioni sulle foglie, alterandone forma e colore.

Perché Agire in Inverno?

  • Tempismo: Il trattamento deve essere effettuato tra gennaio e febbraio, quando gli alberi sono spogli.
  • Prevenzione: Agire in questo periodo permette di contrastare la malattia prima che si manifesti sulle nuove foglie in primavera.
  • Intervento “Sul Bruno”: Il termine indica il trattamento sui rami spogli, mirato a colpire le gemme ancora chiuse dove si annida il parassita.

La strategia consiste nel prevenire la ricomparsa del parassita nella stagione calda, agendo quando l’albero è ancora in dormienza. È fondamentale per mantenere la salute e l’estetica delle piante da frutto.

Prassi per un Trattamento Efficace

  • Identificazione: Riconoscere i segni della bolla sulle foglie durante la stagione passata.
  • Timing: Programmare il trattamento tra gennaio e febbraio.
  • Applicazione: Spruzzare i prodotti fungicida a base di rame sui rami spogli, concentrando l’attenzione sulle gemme.

Queste azioni preventive sono essenziali per proteggere gli alberi da frutto dalla bolla del pesco e garantire una crescita sana e produttiva.

Riproduzione e Impatto di Taphrina Deformans (Bolla del Pesco)

Taphrina deformans, meglio conosciuta come bolla del pesco, è un fungo che si riproduce attraverso spore, paragonabili ai semi delle piante. Queste spore possono sopravvivere all’inverno all’interno delle gemme chiuse degli alberi, pronte a risvegliarsi con l’incremento delle temperature in primavera.

Condizioni Favorevoli alla Malattia

  • Umidità Elevata: Il fungo prospera in ambienti umidi.
  • Temperatura: Lo sviluppo del fungo è favorito da temperature tra 7 e 28 °C durante la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Già 8 °C per alcuni giorni possono attivare le spore.

Sintomi e Durata

  • Manifestazione dei Sintomi: I primi segni si notano con lo sviluppo delle gemme e possono persistere fino alla caduta delle foglie.
  • Caduta Anticipata delle Foglie: In alcuni casi, la malattia può provocare una caduta precoce delle foglie durante l’estate.
  • Riduzione della Suscettibilità: Man mano che la stagione avanza, i tessuti vegetali diventano meno recettivi e l’espansione del fungo si limita.

Zone Colpite

  • Foglie, Frutti e Germogli: Se non trattata, la malattia può danneggiare non solo le foglie ma anche i frutti e, nei casi più gravi, i germogli.
  • Bersaglio Principale: Sebbene il pesco sia il principale bersaglio, occasionalmente possono essere colpiti anche albicocco, ciliegio e susino.
  • Resistenza Varia: Non tutte le varietà di pesco sono ugualmente suscettibili. Alcune, come le cultivar antiche Amsden, Buco Incavato, S. Anna Balducci, mostrano resistenza o tolleranza.

 

Impatto della Bolla del Pesco sulle Piante

sulle foglie appena uscite dalle gemme

La bolla del pesco, una malattia fungina, causa deformazioni visibili sulle foglie delle piante come pesco, albicocco, ciliegio e susino. Questa condizione influisce negativamente sulla salute generale e sul raccolto della pianta.

Sintomi e Conseguenze

  • Aspetto Bolloso: Le foglie appaiono deformate, simili a galle causate da insetti, con colorazioni che variano dal giallo al rosso intenso e porpora.
  • Perdita di Fiori: La pianta colpita tende a perdere molti fiori.
  • Frutti Compromessi: I frutti che si sviluppano sono spesso piccoli e di cattivo sapore. In alcuni casi, possono presentare malformazioni.
  • Danno ai Germogli: In situazioni gravi, il fungo può attaccare anche i germogli.

Effetti sulla Fotosintesi e Crescita

  • Perdita di Capacità Fotosintetica: Le foglie infette non riescono a eseguire la fotosintesi efficacemente.
  • Defogliazione: Le foglie attaccate dal fungo cadono, portando a defogliazione totale o parziale.
  • Impatto sulla Crescita: La pianta non è in grado di alimentare adeguatamente la parte aerea, influenzando negativamente lo sviluppo dei germogli e dei frutti.
  • Ripercussioni Future: Oltre alla perdita immediata di produzione, ci sono effetti negativi anche negli anni successivi, inclusa una possibile riduzione della fruttificazione.

Per proteggere le piante da questo fungo nocivo, è fondamentale agire preventivamente e trattare le piante nei mesi invernali prima che i sintomi si manifestino nella primavera successiva.

Prevenzione importantissima

Prevenire la malattia è fondamentale

Prevenire la malattia è fondamentale, perché quando i sintomi si notano è già tardi per intervenire, non essendo disponibili prodotti ad attività curativa. Per prevenirla o ridurne la virulenza, è bene raccogliere sempre ed eliminare il fogliame caduto in autunno, ed eventualmente passare la spazzola per tronchi raccogliendo con cura tutti i residui. Sulle piante non colpite, ma in zona dove la bolla è presente nelle vicinanze, è consigliabile eseguire due trattamenti preventivi, a base di sali di rame, uno alla caduta delle foglie in autunno e l’altro appena prima della schiusura delle gemme, cioè – come si diceva prima – a seconda dell’andamento meteo tra la metà di gennaio e la metà di febbraio.

Cercate un prodotto a base di difenconazolo se l’attacco era conclamato ed evidente e preferite la lotta chimica di sintesi, oppure uno a base di rame (ossicloruro, solfato, poltiglia bordolese ecc.) ammesso in agricoltura biologica per trattare in prevenzione o come cura di attacchi non eccessivi.

E siccome “repetita iuvat”: sono inutili i trattamenti quando la malattia è già comparsa, poiché non ci sono prodotti curativi in grado di arrestare la malattia.

La cura, quando e come

I casi più gravi...

Se i vostri alberi sono già stati colpiti l’anno scorso o prima, è vitale trattare con anticrittogamici quando le gemme sono ingrossate ma non ancora aperte, per proteggerle dall’infezione. Nei casi più gravi o con piogge continue si può ripetere il trattamento nella fase di “bottone rosa”, cioè quando le gemme si stanno aprendo e s’intravvedono i petali rosati, non ancora aperti.

Non vanno mai effettuati trattamenti in fioritura per non danneggiare gli insetti impollinatori come le api, ma appena i petali sono caduti si può ripetere il trattamento.

Dopodiché non si può più fare nulla, perché qualunque trattamento non avrebbe più alcuna efficacia (il parassita ha già provocato danni in profondità alla pianta), e si riprenderà a trattare subito dopo la caduta delle foglie.

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